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- Studi grafici e nozioni varie -
Sesta parte - Pesci di mare



In questo ultimo articolo, parte di una serie che facesse conoscere meglio i soggetti con i quali abbiamo a che fare, voglio parlarvi un po' di pesci di mare. Naturalmente vi descriverò alcuni fra i pinnuti più noti e relativamente facili da incontrare anche nei nostri mari. Ma cominciamo, senza indugi, descrivendo alcuni pesci.

LO SGOMBRO
Lo sgombro è uno dei pesci più veloci del mare. Membro della famiglia dei tonni, questa specie rientra, a pieno diritto, fra i pesci pelagici dal momento che viaggia per gli oceani per quasi tutto l'anno. All'inizio dell'estate enormi branchi di sgombri si spostano in acque basse, presso le coste, per nutrirsi della mangianza li presente. Poi, in autunno ed in inverno, questi pesci si spostano al largo in acque fonde. Lo sgombro è inconfondibile per la forma e per il colore. Ha una livrea aerodinamica con piccole pinne, alcune delle quali ripiegate in scanalature sul corpo, così da offrire una minore superficie di attrito in accelerazione. La coda è profondamente biforcuta ed è classica la spina aguzza dietro l'ano che, pur poco visibile, può facilmente provocare delle ferite. Lo sgombro non possiede una vescica natatoria. Gli occhi sono posti su protuberanze del capo e quasi estroflessi rispetto alla linea del corpo. Il dorso di questo pesce è di uno splendido colore metallico blu - verdognolo. Compaiono, inoltre, numerose bande nere inclinate sui fianchi e parallele fra loro. Il verde di base dei fianchi è più pallido mentre il ventre è quasi bianco e iridescente.

IL SURO
Questo diffusissimo pesce non è imparentato con il vero sgombro ma, spesso, si può notare mentre nuota in mezzo ad essi e con essi si dirige verso le coste. È in effetti, un membro della famiglia dei carangidi, una grossa famiglia di pesci diffusi soprattutto nelle acque tropicali. Il suro si identifica subito per la fila di placche ossee lungo i fianchi. Il colore del dorso è grigio – verdastro con la prima pinna dorsale spinata e due spine aguzze davanti la pinna anale. La coda è profondamente biforcuta e le pinne pettorali sono ricurve, finendo, poi, in una punta aguzza. Sull'opercolo delle branchie, inoltre, compare una macchia scura che lo identifica. Questa specie si riproduce in estate e i suoi avannotti usano trovare rifugio fra i tentacoli delle meduse del genere rhi zostoma. Forse i piccoli pesci si cibano dei parassiti delle meduse oltre, come dicevo, a trovarvi riparo.

IL TONNO
È un tipico predatore pelagico che popola gli oceani. Viaggia molto e in varie zone della terra predando branchi di pesci di cui si nutre, per prime le alici. Questo pesce raggiunge e supera i 600 kg. di peso, predilige i climi caldi anche se, dopo la riproduzione, migra al nord ove trova molto cibo. Il suo dorso è di un blu scuro metallizzato mentre il ventre e i fianchi sono bianco – verdastri chiari. La prima pinna dorsale è spinata mentre la coda si presenta stretta, lunga e molto incavata. Tra la seconda dorsale, la seconda ventrale e la coda sono presenti, inoltre, due file di denti ossei simili alle punte di una sega. Quando mangia, questo re dei mari, insegue i branchi di alici, queste cercando di fuggire, si addensano nuotando fianco a fianco e, così, il tonno ne ingoia bocconi di vari kg. di peso, bocconi chiamati “boli”.

IL MERLUZZO BIANCO
Il merluzzo è il primo pesce al mondo fra quelli usati per alimentazione umana. È largamente distribuito nelle acque dell'Artico e in quelle temperate da ambo le parti dell'Oceano Atlantico, dove vive sullo zoccolo continentale e nelle basse acque costiere. Pesci gregari d'elezione, compiono lunghe migrazioni per nutrirsi e riprodursi. Possono raggiungere pesi notevoli sino ai 90 kg. mentre, di media, il merluzzo europeo raggiunge i 18 kg. circa. Il merluzzo vive solitamente in immersione ma, spesso, si allontana dal fondo marino per predare le aringhe e i branchi di sarde. D'inverno, quando le sarde si radunano in branchi vicino alle coste, grandi gruppi di merluzzi nuotano in acque molto basse per seguire le loro prede. Questo pesce mostra una colorazione molto variabile e condizionata all'ambiente. La livrea è gialla marezzata ed è cosparsa di striature brune durante la migrazione mentre è rossa o marrone scuro quando il pesce è immaturo e vive tra le rocce e le piante marine in vicinanza delle coste. Ambo le forme di colorazione hanno una larga e sinuosa linea laterale di colore bianco. Il merluzzo ha tre pinne dorsali e due pinne anali. Il suo capo è largo e, negli esemplari adulti, misura quasi un terzo della lunghezza del corpo. Tipico è il barbiglio allungato e al di sotto del mento e la mascella superiore che si estende ben oltre l'inferiore. Le labbra sono spesse e gommose. Il merluzzo è anche un divoratore di rifiuti, la sua dieta include ogni cosa commestibile, anche molti crostacei e molluschi e, vicino alle coste, vermi marini. Le femmine della specie sono molto prolifiche e rilasciano milioni di uova che schiudono in tempi legati alla temperatura ambientale, in circa 8-12 giorni. Poi, dopo un po' di mesi a nutrirsi di plancton in superficie, gli avannotti nuotano verso il fondo e iniziano la loro vita in immersione.

L'AGUGLIA
L'aguglia è un pesce snello e lungo, molto aerodinamico, fatto per essere velocissimo, che ha una distribuzione oceanica. Questa specie si avvicina alle acque costiere in piena estate ove, spesso, nuota in mezzo agli sgombri. Questo pesce è facilmente riconoscibile per il suo lungo becco che è pieno di denti aguzzi. La parte superiore del corpo è di un verde intenso che sbiadisce lungo i fianchi sino al color crema del ventre. Le sue squame sono minuscole e la livrea laterale è situata molto in basso sui fianchi. Le ossa dell'aguglia sono verdi, fatto più unico che raro.

L'ARINGA
L'aringa è una delle maggiori fonti di cibo per l'uomo e per i predatori pelagici. Questo pesce vive in enormi branchi in tutto l'Oceano Atlantico settentrionale e se ne conoscono varie razze. Sono pesci pelagici che si nutrono di plancton e di piccoli pesci. Dimostrano, anche, una notevole tolleranza verso le acque con bassa salinità e, così, spesso si trovano in grossi branchi nei pressi degli estuari, richiamo irresistibile per i pesci predatori e per gli uccelli. Anche questi piccoli pinnuti di mare compiono lunghe migrazioni annuali per cibarsi e per riprodursi.

LA SARDINA
Sebbene abbia quasi lo stesso aspetto dell'aringa, questo pesce si distingue per due caratteristiche utili a identificarne la specie. La prima sono le striature a raggi sulle branchie e la seconda è la forma arrotondata del ventre. Le sardine hanno una distribuzione meridionale che va' dal Mediterraneo sino alla Manica e sostituiscono l'aringa, come pesce alimentare, nelle acque temperate e sub-tropicali. Le sardine hanno abitudini pelagiche e si nutrono solo di plancton. Questi pesci, quando sono piccoli, costituiscono i famosissimi “bianchetti”, ottimi da degustare fritti.

L'ACCIUGA
L'acciuga è un piccolo pesce argenteo che ha una distribuzione meridionale e che viaggia stagionalmente verso il mare del Nord. Un tempo era noto poichè formava branchi estesissimi nelle acque olandesi, prima che fossero state erette le dighe di protezione dalle maree. La bocca dell'acciuga è diversa da quella degli altri pesci similari, è una bocca lunga e fonda, situata nella parte bassa del muso e con labbra spesse.

Sono d'obbligo alcuni cenni sull'ambiente marino. A partire dalla spiaggia, possiamo dividere questo ambiente in tre zone. La prima è la zona dove si infrangono le onde, la “battigia”, che è la più vicina alla terraferma. La seconda è la zona “litorale”, che si estende esternamente sino al margine dello zoccolo continentale e, per ultima, c'è l'oceano vero e proprio. Ogni zona ha un suo preciso ruolo nell'offrire ai pesci un ambiente diverso. La zona della battigia è coperta da acqua bassissima e provocante spruzzi, oltre ai ritmici ritiri e avanzate. L'ambiente non è sempre immerso e le forme di vita si sono adattate a queste situazioni in bilico tra i momenti asciutti e quelli bagnati. Nella zona “litorale” si trova la maggior parte dei pesci che vivono fino a 360 metri di profondità, li ove inizia il pendio continentale che poi sprofonda negli abissi per chilometri. Nelle acque superficiali degli oceani vivono i pesci pelagici mentre altre specie vivono molto più a fondo e, fra questi due estremi, vi cono molto altri livelli popolati di vita, ciascuno con una sua tipica fauna ittica. Un esempio di ambiente nel quale i pesci si distribuiscono secondo le varie fasce è la zona di scogliera in prossimità della costa che va dagli abissi profondi alla superficie. Più alti nuotano i pelagici, nelle acque medie nuotano pesci che vivono nei crepacci delle rocce e, poi, molto più sotto, soggiornano le vere “specie immerse”. Per definire vari tipi di pesci, quindi, è fondamentale la usuale profondità nella quale stazionano e agiscono anche se, a volte, si spostano di livello nelle varie fasi di accrescimento, da avannotti ad adulti.

IL GRONGO
Questo pesce ha un aspetto simile ad un serpente e il suo sguardo è fisso. È una specie da maneggiare con attenzione poichè, essendo in grado di vivere a lungo fuori dell'acqua, può mordere anche dopo molto tempo. Questa specie di anguilla può raggiungere i 45 kg. di peso e cambia di colore mimetizzandosi con l'ambiente ove vive. Nei luoghi aperti, con sole poche rocce qua e la miste a vegetazione marina, ha il dorso quasi grigio e il ventre bianco. Se vive, invece, tra gli scogli sommersi, il suo colore può essere quasi nero. La sua pinna dorsale si estende da dietro al capo sino alla punta della coda e la pinna anale è corta e inizia subito dietro l'ano. Il grongo conduce una vita simile a quella dell'anguilla d'acqua dolce, una volta sola nella vita, però, migra in mare sino al luogo ove si riproduce. Vicino a Madera, infatti, si accoppia e depone le uova dopo di che muore. Per fare questo viaggio, i gronghi impiegano 2-3 anni e, durante il ritorno, gli avannotti compiono una metamorfosi che giunge a completamento una volta arrivati vicino ai litorali. Da adulti i gronghi predano grosse aragoste, granchi e pesci. Questo pinnuto è un predatore notturno che vive in zone oscure, fra le rocce e le piante, ottime per tendere agguati, cosa importante poichè il suo nuoto è, di norma, lento. Gli esemplari più grossi vivono al largo e nelle acque fonde ove, sia le navi affondate che le scogliere sono il loro ambiente preferito vista l'abbondanza di pesce.

Bene, cari amici, finisce ora questa breve serie di articoli utili a conoscere un po' meglio alcune specie di pesci fra le più diffuse. Quanto vi ho descritto sono solo pochi cenni, una inezia in confronto a quanto la natura ci offre e alla infinita varietà delle forme viventi. In ogni caso, spero che abbiate gradito questo mio sforzo divulgativo.

Francesco Venier