"CONOSCIAMOLI MEGLIO“

- Studi grafici e nozioni varie -
Terza parte - Percidi e Centrarchidi



Questa volta, cari amici, voglio parlarvi un po’ di percidi e centrarchidi, due gruppi di pesci che annoverano tra di loro alcuni dei pinnuti più noti e desiderati da noi pescatori.

I PERCIDI
Nei percidi la prima cosa che si nota è la pinna dorsale divisa in due. La parte anteriore è a raggi che risultano spinosi mentre quella posteriore è molle al tatto. Sull’opercolo branchiale, inoltre, si notano a volte una e altre volte più spine. Sono pesci con una pelle ruvida e una evidente all’occhio linea laterale. Anche la vescica natatoria è originale priva, come è, di un condotto pneumatico. Questo gruppo è composto da varie specie che sono diffuse ovunque, in ogni acqua della terra, anche in quelle salate. Ma iniziamo con il primo pesce di cui voglio parlare.

Il pesce persico.
Questi pesci hanno un corpo alto e sono un po’ gibbosi. La prima pinna dorsale, quella a raggi spinosi, si caratterizza per la presenza di una macchia nera sulla parte posteriore e l’opercolo branchiale è dotato di un’unica forte spina. A 7-8 anni di età raggiungono i 25 cm. di lunghezza per un peso di un chilo e, assai di rado, arrivano ai 50 cm. per un peso di 3,5 kg. Il persico è diffusissimo nei laghi sia di pianura che di montagna e in tutte quelle acque, stagni compresi, che sono ben ossigenate. Così è che questo pesce vive in acque sino ad una altitudine di circa 1000 metri. Vive, peraltro, anche in acque a corrente veloce e, a volte (nel Baltico), anche in quelle salmastre. Il persico ha generalmente abitudini sedentarie, vive in folti gruppi composti da soggetti di età diverse. E’ un pesce con una livrea di un colore inconfondibile di un verde acceso percorsa da linee verticali nere, il ventre chiaro e le pinne inferiori sono rossastre. Questo pesce si nutre sia di larve di insetti, di gamberetti e granchi oltre ad essere anche un vorace predatore di altri piccoli pesci. La loro colorazione, come dicevo, è accesa e tanto più quando si nutrono di crostacei. Si accoppiano e depongono le uova a temperature di 7-8 gradi, solitamente in aprile. La deposizione avviene in acque basse, ove la vegetazione è fitta oltre che in presenza di radici e rami sommersi, ma può avvenire anche in profondità su fondali ghiaiosi. Le uova hanno un diametro di 2,5 mm. e sono ricoperte di un muco che assorbe l’acqua rigonfiandosi. Distinguibile è la metodica della deposizione, in nastri che si attaccano alla vegetazione sommersa e alle pietre per essere, poi, irrorate dallo sperma dei maschi accorsi.
Una femmina di stazza arriva a deporne anche 300.000. le uova vengono deposte in una volta sola e si schiudono dopo tre settimane. Gli avannotti misurano appena nati 5 mm. e, sfruttato il sacco vitellino, si cibano di plancton salendo di livello. Giunti a lunghezza di 20 mm. si raggruppano in branchi e si avvicinano alle rive. Dopo un anno arrivano a 5-6 cm. e, dopo due, a 10-12 cm. giungendo, quindi, a maturità verso i tre anni.
Visto il numero rilevante delle nascite può accadere che, nei laghi più piccoli, il cibo scarseggi rallentandone la crescita.
Il luccio perca.
Questo predatore ha un corpo snello e filante ed un opercolo branchiale privo di spina. La bocca è fornita di molti denti piccoli frammezzati a rari denti grandi. La pinna spinosa dorsale anteriore è macchiata di scuro su tutta la sua superficie ma manca della macchia nera posteriore. Il maschio del luccio perca è distinguibile per la presenza di una concavità tra la testa e la dorsale anteriore. Nelle femmine, invece, questo tratto del dorso è convesso. A 5-6 anni di età arriva a circa 40-45 cm. per un peso di un kg. e, al massimo, quando ha 20 anni, può raggiungere i 120 cm. e pesare sui 12 kg.
Meno diffuso del persico, il luccio perca vive nei laghi grandi e medi e nei tratti inferiori dei fiumi con acque ben ossigenate. Vive bene anche in acque torbide che ben si prestano per consentirgli di effettuare agguati predatori. In queste vaga nel libero alla ricerca di prede.
Questo pesce annovera sia forme stanziali che migratorie, vive in branchi e, talvolta, isolato cacciando alburini, ciprinidi e persici. Avendo una bocca piccola si ciba di individui con lunghezze inferiori al 12% del suo peso. In inverno, poi, si nutre meno mentre nei periodi di fregola, non si nutre affatto. Il luccio perca depone le uova a temperature di 12 gradi nel periodo aprile-giugno e i suoi luoghi preferiti sono i fondali sassosi e sabbiosi a profondità che variano da 1 a 3 metri. La cura delle uova è affidata ad entrambi i genitori. Il loro sviluppo dura una settimana e le larve, appena nate, sono lunghe 6 mm. Dopo appena due mesi iniziano a cibarsi di avannotti di altre specie di pesci. Crescono in modo rapido anche se lo sviluppo è legato al luogo ove vivono. I maschi arrivano alla maturità in 2-3 anni quando sono lunghi sui 35 cm.
L’acerina.
Simile al persico ha, però, le pinne dorsali unite e la testa presenta delle piccole cavità piene di muco. Arriva al massimo ai 25 cm. di lunghezza e ai 400 gr. di peso. L’acerina vive nel corso inferiore dei fiumi e nei laghi stazionando su fondali nudi. Pesce di fondo, durante la giornata va a caccia di larve di insetti, di gamberetti d’acqua dolce, di molluschi, uova di pesce e avannotti vari. Di notte, invece, resta inattiva presso il fondo. In stagione degli amori, che è in aprile e maggio, le acerine si raccolgono in folti branchi. Si accentua la loro colorazione giallastra del dorso maculato di nero e l’azzurro del ventre e depongono le uova in zone acquee ove la profondità è scarsa, quando la temperatura è intorno ai 15 gradi. Dopo la schiusa, che avviene a distanza di circa 10 giorni, le larve appaiono minuscole e trasparenti. Dopo quasi due anni divengono mature. L’acerina è un pesce molto sensibile ai suoni e, pertanto, questi influenzano molto la sua presenza e i suoi spostamenti.
L'aspro.
Questo percide, classico dei paesi dell’Est, ha un corpo snello, arrotondato e con la testa appuntita. Le pinne dorsali, classiche di questo gruppo di pesci, sono decisamente separate con la prima dotata di raggi spinosi. Si caratterizza particolarmente per la presenza sul corpo di tre bande scure trasversali. Vive solamente nel bacino del Rodano con abitudini di pesce di fondo dove la profondità è poca. Può arrivare a 20 cm. di lunghezza e depone in primavera.

I CENTRARCHIDI
I centrarchidi appartengono ai perciformi. Sono provenienti dal Nord America e in seguito, nel secolo scorso, sono stati introdotti in Europa ove si sono acclimatati bene, anche allo stato selvatico. Quasi tutti hanno una sola pinna dorsale, con una rientranza nel mezzo e la parte anteriore spinosa. La specie più famosa di questo gruppo, quella con la notorietà quasi mitica, è il persico trota. Questo persico si distingue poichè ha la pinna dorsale che, pur unica, ha una forma che la fa apparire quasi divisa in due. La parte anteriore, infatti, è più bassa e spinosa mentre quella posteriore è più alta e molle. Ha una bocca grande che riesce ad aprire, quando attacca, in modo tale da raggiungere la circonferenza corporea. La mascella superiore gli arriva sin dietro l’occhio. La colorazione da adulto è verdastra, a ventre più chiaro, con una linea di irregolari macchie scure lungo la linea laterale. A 5 anni di età può raggiungere i 60 cm. di lunghezza per un peso di due kg. In America, poi, terra d’origine, si possono trovare esemplari lunghi fino a 70 cm. per 10 kg di peso. Il persico trota ama le acque stagnanti o quelle a lento corso. Gli esemplari più giovani usano restare tra la vegetazione delle rive, in acque basse mentre gli adulti nuotano e cacciano in ogni luogo, anche in profondità.
Il persico trota si ciba di pesce, di rane, di girini, di larve di insetti di crostacei e di uova di pesci. E’ un pesce, quindi, carnivoro che depone le sue uova nel periodo marzo-luglio. In questa stagione degli amori la femmina ha il compito di preparare una buca, larga e fonda, che riveste di piante (quasi fosse un nido di uccelli) ove depone le sue uova le quali, in seguito, sono difese e custodite da ambo i membri della coppia.
In questi frangenti i persico trota attaccano ogni potenziale pericolo per le uova non per fame ma per difesa. Questa abitudine comportamentale spiega quanto sia etico ed utile che i pescatori mantengano il comportamento corretto mirato a non disturbare i pesci nel periodo di frega. Asportarne anche solo uno dal nido in questi mesi metterebbe le uova a rischio, essendo molto gradite ad altri pesci contigui, specialmente ai persico sole.
La deposizione avviene, come dicevo, nel periodo che va da marzo a luglio in acque fonde 1-2 metri e quando la temperatura è calda, sui 20 gradi. Nel primo anno di età lo sviluppo è notevolmente rapido e gli avannotti possono arrivare ai 15 cm. con pesi medi sui 40-50 grammi. Poi, nel secondo-terzo anno raggiunge la maturità e, in questi frangenti, il persico è già lungo sui 30 cm. e pesante anche quasi un kg. Nonostante che in America possa raggiungere stazze da record, in Europa questo pesce può arrivare (assai di rado) sino ai tre kg. di peso.
In acque ove vi sia una eccessiva presenza di ciprinidi, questo pesce diviene un utilissimo equilibratore essendo aggressivo e vorace, infatti, tiene sotto controllo il numero degli individui di altre specie di cui si nutre. In ogni luogo, infatti, la purezza delle acque e la varietà dei loro abitanti dipende sempre e solo dal giusto rapporto numerico esistente tra predatori e insettivori-erbivori. Quando questo equilibrio si rompe (non accade mai a favore dei carnivori) si verificano proliferazioni anomale che si rivelano sempre dannose per l’ambiente. I persico trota sono pesci dotati di una forte personalità. La loro “intelligenza” naturale è notevole e testimoniata dalla loro capacità di ricordare ciò che accade in acqua e di stabilire, quasi, dei rapporti di causa-effetto nel susseguirsi degli eventi. Per questo motivo, unitamente che per la sua grande forza e irruenza, questo pesce appassiona molto i pescatori sportivi con la canna. Anche quando si riesce ad allamarne uno, non si è mai sicuri del buon esito della cattura sino a quando non entra nel guadino. I suoi metodi di difesa, infatti, sono tanto funzionali e razionali da farli apparire “pensati”. Quando si attacca all’amo, per esempio, non si limita a sprofondare e a tirare con forza ma effettua ripetuti salti fuori dall’acqua con piroette al contrario, di schiena, perfette per riuscire a slamarsi. Se, poi, il pescatore è in barca, specialmente gli esemplari più grossi e vecchi, una volta allamati non si limitano a fuggire verso il largo con il rischio di stancarsi troppo nell’impari “tiro alla fune”. Spesso, per nulla spaventati, puntano verso la barca e vi passano sotto come se sapessero che, in questo modo, la lenza corre il rischio di spezzarsi.
Il persico trota è un pesce territoriale con una propria riserva di caccia. Sosta, quindi, in uno stesso luogo in agguato mimetizzandosi perfettamente con la vegetazione che lo circonda. I sottoriva fitti di canne e di alghe e la vegetazione nelle acque al largo sono i suoi territori prediletti e, pertanto, in questi agisce sempre avendo, come suo unico competitore alimentare, il luccio.
Infine voglio parlare anche di un altro centrarchide splendido e notissimo, specialmente ai bambini: il persico sole. Questo pesce ha un corpo alto e compresso. Le pinne dorsali sono completamente unite e quasi lineari. La sua colorazione è da “acquario”, con tutti i riflessi dell’arcobaleno. Sfumature verdi, rosse, gialle e brune con riflessi argentati lo fanno apparire splendido e originale. La caratteristica unica che lo contraddistingue, inoltre, è la macchia scura sul bordo posteriore dell’opercolo branchiale oltre al fatto che la pinna dorsale è decisamente spinosa, più che in altre specie. Il persico solo arriva usualmente a lunghezze medie di 15 cm., molto raramente ai 25-30 cm. Introdotto anch’esso dall’America, si è così ben acclimatato in Europa da risultare persino, in certe acque, infestante. Il fatto è che è ghiottissimo di uova di altri pesci mentre è gelosissimo delle proprie. Si ciba anche di insetti, piccoli crostacei e avannotti. Depone le sue uova nel periodo maggio-giugno in buche strenuamente difese dai maschi sino a quando gli avannotti non si disperdono in acqua. Il persico sole è un pesce foraggio usuale di tanti predatori che vivono nelle sue stesse acque. Bass e lucci ne sono ghiotti e, vista la consistenza delle sue carni, ne traggono un ottimo supporto calorico. Anche questo bel pesce, quindi, rientra tra quelli più noti e più ben inseriti nell’ordine naturale delle cose.

Francesco Venier