PRIMI PASSI
Consigli ai neofiti

Settima parte



Continuando questa lunga serie di articoli dedicati ai principianti, questa volta voglio un po’ parlare di comportamenti civili e di sicurezza. Ma cosa c’entrano con la pesca i comportamenti civili e corretti? C’entrano, cari amici, e come! ogni pescatore deve imparare, prima di tutto, a comportarsi bene. La prima regola da seguire è quella di non disturbare in modo inopportuno e di non ostacolare con atteggiamenti impropri un'altra persona in pesca. Non fare, quindi, agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. In questo campo, quello degli scocciatori, le possibilità sono tante e di ogni tipo. La prima cosa da evitare assolutamente è quella di sporcare l’ambiente ove si va a pescare. La natura, infatti, è bella e merita rispetto, un rispetto sia dovuto che utile anche a noi. Spesso ho notato tanti ragazzi e non solo, i quali trasformano i loro posti preferiti in vere pattumiere. Quando se ne vanno lasciano sul terreno vasetti di vermi e di mais aperti, bottiglie di plastica, sacchetti di merendine e altro come se quella zona verde non fosse anche loro. Quando noto queste cose mi chiedo se a casa farebbero lo stesso. Non pensano, poi, che quando torneranno a pescare si troveranno in una pattumiera. Pensa che divertimento! Si potrebbe dire: sono ragazzi! Ma, purtroppo, anche tanti adulti si comportano nello stesso modo, anche dei pescatori con costosissime attrezzature al seguito.
Vedete, cari amici, è qui che si nota la differenza fra una persona civile e un’altra evidentemente abituata a vivere nella spazzatura, soldi a parte. Un’altra cosa da evitare è quella di disturbare il prossimo e, anche in questo campo, la casistica è notevole. Quando noi siamo in pesca vorremmo che “il mondo si fermasse”. Se, però, sono altri a farlo, sovente non si adottano tutti i comportamenti più giusti. La prima cosa da non fare in questi casi è quella di far troppo rumore. Poi è da evitare di sporgersi sulla riva ove stanno pescando provocando, così, ombre in acqua. Altra cosa da non fare è quella di gettare oggetti in acqua oltre, poi, la più diffusa, quella di non mettersi a pescare troppo vicino a chi è arrivato per primo, magari gettando le lenze sopra le sue. Il regolamento dice che ogni pescatore ha diritto ad avere liberi 10 metri per lato ma, per me, non dovrebbero servire tanto le regole scritte quanto la buona educazione.
Una cosa, per esempio, che mi da molto fastidio quando pesco è il mancato controllo delle lenze in acqua. Spesso può capitare che, vedendomi in pesca, mi chiedano di sistemarsi vicino a me. Personalmente la cosa viene accettata di buon grado ma solo se non disturba la mia azione. Per esempio, se si sta’ pescando con più canne a galleggio sistemate vicine e inizia a soffiare una brezza laterale, di regola le lenze in acqua cominciano a derivare formando pance. In questi casi bisogna stare un po’ attenti e, se succede, mettere in tensione il filo per ridurre le indesiderate curvature. Ora, è chiaro che, se si pesca in due vicini, basta che una canna non venga periodicamente controllata per disturbare tutte le altre. Credete che le controllino?!
Un’altra cosa che mi da fastidio e la eccessiva invadenza di certi pescatori. Specialmente a carpe, molti pensano che i pesci siano sempre a 100 metri da loro e, se sono in fiume, obbligatoriamente vicini all’altra sponda. Così sistemano le loro lenze in modo tale da appropriarsi di un territorio acque estesissimo. In questi casi vorrebbero essere i soli a essere rispettati. Ma, se arriva un altro pescatore, dove dovrebbe pescare se loro si sono presi tutto lo spazio disponibile? E il bello è che sono convinti di aver ragione! E i dieci metri per lato come da regolamento non contano più?! E poi, cari amici, se uno vuole un posto tutto per se un territorio c’è, se lo compera!
Un’altra azione di disturbo molto consueta è quella di entrare in proprietà private, magari recintate, provocando danni sui confini perimetrali. A parte il fatto che un simile atteggiamento costituisce reato, la cosa per me è anche sciocca. Spesso, infatti, basta chiedere educatamente il permesso al proprietario perchè lui ti lasci pescare. Avete visto quanti tipo di disturbi? E questi sono solo pochi esempi! Ma parliamo ora un po’ di sicurezza. Ogni posto ove si va a pescare, sia in lago, che in cava o in fiume, è bellissimo e ci prende subito. Oltre che bello, però, nasconde spesso delle insidie, anche pericolose. Il primo pericolo è l’acqua, sia quella ferma e inerbata, che quella molto fonda o con correnti sostenute. Sarebbe, a mio avviso, opportuno che chi pesca sapesse sempre nuotare almeno un po’. Ma, anche se lo sa fare, bisogna tener presente che, specialmente se fa freddo, ci si veste molto e sovente si indossano gli stivali. Cadere in acqua così vestiti, quindi, è pericolosissimo poiché i vestiti si inzuppano subito, gli stivali si riempiono d’acqua e il freddo rende i movimenti più faticosi e riduce di molto la resistenza corporea. Ma anche in estate, se uno non è esperto nel nuotare e se non ha “sangue freddo”, i pericoli sono tanti. Se si dovesse cadere in acque stagnanti, pur abbastanza basse ma ricche di alghe, queste ostacolerebbero subito ogni movimento provocando facilmente il panico. Se invece si dovesse cadere in un lago fondo da una alta sponda e se non fosse possibile uscire dall’acqua per la presenza di rive troppo scoscese, capite il rischio che si correrebbe, pur sapendo nuotare un po’!? e se poi scivolassimo in un torrente con corrente veloce o in un fiume (tipo il Po) pieno di gorghi, sarebbe un bel guaio! Vi è chiaro, dunque, quanto sia importante che un pescatore sappia nuotare o che, almeno, indossi un sistema di sicurezza di quelli gonfiabili in un attimo, in caso di emergenza? La pesca, cari amici, è un divertimento e sempre tale deve rimanere. Se, quindi, andate sull’acqua, magari in compagnia di figli o fratelli piccoli, badate alla loro e alla vostra sicurezza.
Un altro pericolo da evitare quando si va a pescare, specialmente nei torrenti, è quello di cadere rompendosi un osso. Ora è chiaro che può capitare a tutti di scivolare ma è meglio se ci si comporta in modo da evitarlo. Spesso succede che per la troppa confidenza con l’ambiente operativo o per la eccessiva fiducia nelle proprie capacità si stia meno attenti e ci si comporti con leggerezza ed è proprio in questi momenti che si cade. Ora, cadere su di un ghiaietto, ove l’acqua è alta pochi centimetri e la corrente è lentissima, è sì doloroso ma nulla più. Ma se si cade in mezzo al torrente, ove l’acqua è alta 50-80 cm. e la corrente veloce, magari indossando gli stivali alti, il rischio che si corre è molto e subito intuibile. Per questi motivi vi consiglio di non fare mai “il passo più lungo della gamba”, di muovervi con molta accortezza sincerandovi sempre sulla vostra stabilità e, in caso di dubbi, di fare come faccio io, “a quattro zampe” o, come si dice dalle parti mie “a gatto gnau”. Se, poi, i vostri amici si mettono a ridere, non badateli e andate per la vostra strada. Non c’è nulla da dimostrare a nessuno e, come dico sempre, è tutto solo un gioco. Pericolo, dopo pericolo me ne viene in mente un altro. Quando si pesca capita spesso di graffiarsi e di pungersi con i rovi delle sponde. Quando succede ci si lava il sangue in acqua e non ci si pensa più. Ora, nella stragrande maggioranza dei casi non succede niente ma, anche qui, si annida un pericolo, la leptospirosi. Ora questo rischio di infettarsi è relativamente possibile nelle acque stagnanti, molto raro nei fiumi e del tutto assente in mare. Questa malattia, infatti, deriva dalle urine che i topi rilasciano in acqua. Ora è chiaro che nelle piccole e basse acque ferme questa si disperde meno e, pertanto, se si ha la sfortuna di lavarsi le mani proprio ove si trova possono essere “cavoli amari”. In fiume, come dicevo, il rischio è minore poiché il volume delle acque e la corrente ne favoriscono la diluizione. In mare, poi, non si corrono pericoli poiché il sale è un ottimo disinfettante. In ogni caso, dal momento che costa poco, se si è assidui di zone di pesca con rive intricate, sarebbe, per me, meglio farsi il vaccino che, se ricordo bene, ha una durata di tre anni. L’ultimo pericolo del quale ora (toccandosi le p…e) voglio parlare è quello derivante da comportamenti maldestri. In questo caso i rischi maggiori che si corrono sono, per me, quando si fa spinning, la pesca a lancio con artificiali. Effettuando questo tipo di pesca si usano esche pesanti munite di una o più ancorette. L’azione, poi, consiste nel lanciare l’artificiale con forza in acqua. In questi momenti la velocità di fuga dell’oggetto è fortissima, cosa che ne aumenta di molto il peso. Un’esca di 30 grammi, quindi, che dovesse andare a sbattere sulla faccia di un malcapitato lo colpirebbe con un peso di 300 o più grammi, provocando inevitabili lesioni. Oltre a ciò ci sono le ancorette ad aggravare il tutto. Ora è chiaro che, facendo spinning, bisogna sempre prestare attenzione a dove si lancia, preferibilmente in acqua e non addosso alla gente. Può accadere, poi, anche di colpirsi da se. Se, al momento del massimo sforzo della canna, l’archetto si chiude incidentalmente l’artificiale torna subito dal proprietario, magari infilzandolo ove capita. Nella pesca a lancio, inoltre, di sovente l’esca si attacca ad ostacoli in acqua. In questi casi, visto il costo degli artificiali, ogni pescatore si mette a tirare per recuperarla. Ora, se questa si libera di scatto quando stiamo tirando con forza torna, a razzo, al mittente e, se lo colpisce, lascia il segno. Anche in questo caso, quindi, cari amici, fate molta attenzione e usate sempre un buon paio di occhiali da soli infrangibili a protezione degli occhi. Ci sarebbero, poi, tanti altri pericoli da citare strettamente legati alla pesca. Quando si usano i coltelli, ad esempio, quando si accendono luci a gas, quando si recupera un pesce dotato di zanne (vedi lucci), e così via.
Alla fine di questo servizio mi rendo conto che è un po’ anomalo. Non parla di pesci, di metodi di pesca o di posti ove recarsi ma io penso che vi servirà egualmente.
Ogni volta che si inizia una nuova attività bisogna farlo nel modo migliore, comportandosi nel modo più giusto, evitando ogni rischio e cercando di trarne quanto c’è di meglio. La pesca è una meravigliosa opportunità e disinamorarsene per un danno non voluto , sarebbe un vero peccato.

Francesco Venier