IL LAGO DI LEVICO




C’è un lago in Valsugana, vicino a Trento, al quale sono molto affezionato, il lago di Levico.
E’ un posto splendido, ad una altitudine ideale per tutti, sui 500 metri circa. Un lago dalle acque potabili e azzurre, ricche di lucci, persici reali, carpe, tinche, cavedani, grosse anguille oltre, naturalmente, di trote.
Questo lago è circondato da verdi conifere, largo circa 1 km. e lungo 3 km.
Come dicevo, Levico è sito in Valsugana, una area Celtica, conquistata dai romani che, oggi, racchiude in se una sintesi delle variegate bellezze del Trentino: laghi, montagne, terme, cultura oltre che servizi ottimali e alla portata di tutte le tasche.
Il turismo e il termalismo costituiscono da sempre un binomio per Levico Terme e il suo ambito turistico comprendente anche Roncegno, Pergine, Valsugana, Vetriolo, la stazione sciistica di Panarotta 2002 oltre che l’altopiano delle Vezzene.
L’incantevole ambiente naturale offre una gamma ideale di possibilità turistiche dinamiche e, nel contempo, rilassanti per tutti e per tutti i gusti.
La pesca in lago e, per noi pescatori, leader, ma chi non va a pesca potrà fare tennis, mountain-bike (chilometri e chilometri di piste nel verde), trekking, equitazione, tiro con l’arco, alpinismo, golf, calcio, canoa, pattinaggio, scii, pallavolo, deltaplano e parapendio.
Il lago, in certe giornate ventose è anche un vero paradiso per chi ama il windsurf.
Le località della Alta Valsugana sono una meta ideale non solo per noi pescatori e per chi ama la tranquillità e l’aria pulita ma anche per chi, finito di pescare, vuole divertirsi nella folla. Vi sono, infatti, belle discoteche, cinema, locali tipici e tavernette. La Valsugana è da visitare anche in inverno.
Per gli amanti dello sci, la stazione di “Panarotta 2002”, a soli 10 km. da Levico, a 1500 metri, è un incantevole paradiso che offre più di 15 km. di piste di ogni tipo e di ogni difficoltà.Questa stazione sciistica è dotata di tre seggiovie e due skilift con una portata oraria di 5000 persone.
Sull’altopiano delle Vezzene, invece, lo sci di fondo è leader con 50 km. di piste ben segnate e per tutti i gusti.
Vi sono, infine, anche quattro campi di pattinaggio aperti fino a sera tardi.
Per tutti coloro che sono sedentari e che alla pesca e allo sport in genere preferiscono i piaceri della tavola, Levico e la Valsugana offrono il meglio. La polenta con i funghi è un sogno, ma anche la selvaggina, gli insaccati (soprattutto la prelibata “lucanica” trentina), i formaggio genuini di malga, le carni (da mangiare la saporita “carne salada”), le trote salmonate e affumicate, l’orzetto alla trentina, gli strangolapreti, i canederli, lo stinco di maiale al forno, il “tonco de pontesel” e lo “smacafam”.
E poi i dolci, tanti tipici dolci, come le torte ai frutti di bosco, mirtilli, more o alle carote, i lamponi con panna, lo “zelten”, la crostata di mele trentine, la torta di fregoladi e il classico strudel.
Per ultimo i vini, dai bianchi secchi a quelli dolci e aromatici, gli spumanti di alta qualità e i vini rossi. Regina incontrastata, a fine pasto, la grappa trentina.
La Valsugana è anche ricchissima di storia e di cultura. Un po’ ovunque antichi borghi e castelli. Ad esempio il meraviglioso castello di Pergine che, dall’alto, sovrasta la valle.
Poi una miriade di alberghi e pensioni, da quelli superlusso, tipo “belle époque” a quelli a gestione familiare. In ultimo, ottimi campeggi (anche per i nostri amici a quattro zampe) e tantissimi appartamenti privati.
Capite perché vi dicevo che quando si va a pescare in posti come questo non si fanno discussioni in famiglia ?!! Tutti troveranno ciò che a loro piace e, così, tutti saranno contenti e soddisfatti.
Ma torniamo a pescare in lago. Sia che cerchiate di cacciare le splendide lacustri che i grossi lucci, sia che andiate in cerca di carpe, cavedani o tinche, abbiate l’accortezza di usare lenze idonee.
L’acqua è trasparente e limpida e tutto ciò che vi si immerge risulta molto evidente. Se possibile, quindi, lenze sottili e invisibili.
Andando a pescare a Levico non dovete aspettarvi di essere come in un “laghetto a pagamento”. Nel lago c’è pesce e tanto ma, per catturarlo, bisogna essere bravi e pazienti pescatori. La mattina presto sino alle 10 e le ore serali dalla 19 in poi sono le più produttive. In questi periodi il lago è deserto, privo di bagnanti e di pedalò.
A volte è evidente un po’ ovunque la presenza della mangianza in superficie con i predatori in caccia. Il lago di Levico ha forma triangolare e può raggiungere profondità di anche 35 metri. Il lato più largo, quello dove c’è il campeggio, è il meno profondo. Da zero a 10 metri di profondità, con graduabilità notevole, sino a 100-150 metri dalla riva. Su questo lato le rive sono ricche di canneti di ninfee e la morfologia ambientale è simile a certe acque del piano.
Fitti branchi di pesce bianco nuotano qua e là e, pertanto, in ogni posto, anche al largo, sul libero, è possibile catturare lucci e trote in caccia di novellame.
Andando a spinning non limitatevi ad usare minnow piccoli ma adoperate con fiducia anche artificiali lunghi 12-13 cm.. Quando si vuole indurre all’attacco un grosso luccio, di peso superiore a 5 kg. o una forte lacustre da 3 kg., usare artificiali troppi piccoli è spesso improduttivo.
Pensate che la prima volta che ci sono andato a pescare, quando ho armato le mie canne con minnow lunghi 13 cm. mi prendevano per matto. A cattura avvenuta, però, hanno cambiato idea!
Modestia a parte, prima di me nessuno immaginava che a Levico ci fossero lacustri da 3 kg. e più. Poi, quando ho iniziato a catturarne, l’”Adige”, il giornale trentino, mi ha dedicato subito un servizio e tutti hanno fatto incetta di grossi minnow.
Cambiando pesce e tipo di pesca, per gli emiliani, matti per i cavedani, questo lago è il posto giusto.
Ci vivono, infatti, folte popolazioni di cavedani con individui di tutto rispetto, di peso superiore ai 2 kg. E che dire delle carpe, meravigliose e pesanti anche vari chilogrammi. In prevalenza sono “regine” con livree quasi dorate, sane e forti come tori. Nei mesi di luglio e agosto le potrete pescare anche di notte. Non fate, però, l’errore che tanti fanno deponendo le boiles distantissime dalle rive e, poi, spendendo una fortuna in pastura per portare le carpe sull’amo. Tante grosse carpe, in questo lago, grufolano nei sottoriva, a portata di mano e se avrete l’accortezza di non far rumore e di non farvi vedere, le catturerete. Le tinche sono da sogno, grosse e di un verde smeraldo splendido. I capitoni possono pesare vari chili e, a volte, attaccano anche trainando con piccoli ondulanti.
E i reali, che dire ! Sono tanti, veramente tanti. Spinning a parte, l’esca migliore da usare è il piccolo persico sole vivo. Si muove sempre, dura a lungo sull’amo e piace molto a questi pinnuti.
Come avrete, senza dubbio, notato mi sono rivolto un po’ a tutti, pescatori o no.
Io penso, infatti, che pescare sia “un modo diverso di intendere la vita” e non, semplicemente uno sport.
Chi pesca ama la natura e si sente bene in essa. Chi pesca ama le cose genuine, i rapporti sinceri, i piaceri semplici che la vita può offrire. Siete d’accordo con me?!

Francesco Venier