COME RIPARARE E MANTENERE EFFICIENTI I GOMMONI




Se siete usuali lettori del “PESCATORE“ vi ricorderete che ho già avuto l’occasione di parlare compiutamente delle mie barche e dei miei gommoni. Relativamente ai gommoni (battelli pneumatici, pieni d’aria), infatti, sono un convinto estimatore di questo genere di battelli.
Per certi usi sono quasi insostituibili.
Il loro galleggiamento e la loro stabilità è tale da garantire una totale sicurezza operativa, pari a quella che hanno imbarcazioni tradizionali di misura molto maggiore. Il galleggiamento dovuto ai tubolari pneumatici perimetrali annulla del tutto lo “scarroccio” e rende i gommoni insensibili al peso laterale.
Più persone, quindi, disposte sullo stesso lato non provocheranno alcuna inclinazione del battello e non correranno il rischio di cadere in acqua. Poi, come ho scritto in passato su varie riviste, la leggerezza e la stabilità dei battelli pneumatici è inimitabile.
Non è un caso che sia l’esercito che gli addetti alle piattaforme petrolifere oceaniche si affidino, in condizioni d’uso estreme, a questo genere di natanti.
Per fare un esempio lampante anche se difficilmente attuabile pensate che, possedendo un piccolo gommone di quattro metri di lunghezza, con tubolari di 44 cm. di diametro, potreste, senza affondare, trasportarvi sopra anche la vostra automobile.
Ciò detto, torniamo all’argomento di questo articolo: manutenzione e riparazioni.
Relativamente alla manutenzione dei miei gommoni io agisco in questo modo prima di smontarli e di riporli in magazzino, a riposo.
Poi, all’inizio di ogni primavera, li ritrovo sempre perfetti e come nuovi.
A fine stagione o periodicamente, quindi, bisogna:

  1. Asportare con un getto d’acqua (NON usare il ghibli) la sabbia, i sassi e lo sporco in genere.
  2. Lavare accuratamente il tutto usando un buon detergente e, dove lo sporco è ostico da togliere, il Cif ammoniacal. Non temete i tessuti sono relativamente insensibili agli agenti chimici. Non usate, però, benzina o diluenti nitro se non su piccole superfici alla volta e utilizzate battufoli di cotone resi umidi e non bagnati e gocciolanti.
  3. Se sul fondo sono presenti incrostazioni di organismi vari, questi vanno asportati con una ruvida paglietta in plastica e ammorbidendoli preventivamente tramite specifiche sostanze reperibili in commercio.
  4. Le parti in legno, se serve, vanno leggermente carteggiate con carta abrasiva doppio zero. Poi bisognerà applicare una mano di una buona vernice trasparente floating.
  5. Da tutte le parti metalliche andrà asportato sia il salso che gli ossidi rendendole nuovamente lucide.
  6. Ciò fatto, prima di riporre il gommone, molti usano cospargerlo di borotalco industriale. Io no ! Per me è molto meglio spruzzarlo di un buon spray siliconico, del tipo per i cruscotti delle auto. Una volta applicato il prodotto, con uno straccio pulito e morbido, distribuitelo uniformemente sul battello, strofinando leggermente, senza mai “girare” il panno per non asportarlo.

Ora vi parlerò di come effettuare eventuali riparazioni su parti usurate o forate.
Se vorrete agire in modo giusto e sicuro, vi prego di non considerare le prossime note come consigli ma, realmente, come istruzioni per l’uso.
L’incollaggio non è una opinione ma realmente una scienza esatta dalla quale dipende la nostra sicurezza fisica.
Ma ora iniziamo a riparare.
Bisogna innanzitutto precisare che i gommoni si dividono in due grandi categorie: la prima è caratterizzata da tessuti ove il supporto in Trevira è spalmato da sostanze impermeabilizzanti a base di gomme (neoprene, Japalon, ecc.); la seconda adotta tessuti ove l’impermeabilità è garantita dal PVC.
Per poter riparare eventuali forature e per effettuare modifiche è fondamentale sapere preventivamente a quale di queste due categorie appartenga. Ad esempio, rientrano nel primo gruppo, tra tante, le seguenti marche: Asso, Bat, Bwa, Callegari, For Sea, Gommorizzo, Lomac, Marshall, Mariner, Joker Boat e numerose altre Rientrano nel secondo gruppo: Eurovinil, Bombard, Zodiac, Quicksilver ed altre marche.
In ogni caso le Ditte costruttici, gli importatori e i venditori di zona sapranno sempre dirvi di che materiale è fatto il gommone in esame. Come dicevo, è fondamentale sapere di che tessuto si tratti, dal momento che non esistono colle polivalenti in grado di essere indistintamente utilizzate per riparare gommoni appartenenti alle due categorie sopracitate.
Non considerando tutte le colle monocomponenti, spesso in dotazione dei kit di riparazione, dovrete utilizzare solo colle bicomponenti a base di colla e catalizzatore. Tutte queste sostanze per la riparazione dei gommoni, allo stato liquido, sono igroscopiche cioè tendono vistosamente ad assorbire l’umidità dell’aria sia prima che durante la catalizzazione. Essendo chiaro anche ad un profano che una colla che abbia assorbito umidità diviene inutilizzabile, bisogna innanzitutto sempre accertarsi che i contenitori siano stati chiusi a regola d’arte e che quindi la colla acquistata sia perfettamente utilizzabile.
La giusta umidità specifica dell’aria è il segreto base per un corretto incollaggio. L’umidità ideale va dal 40 al 50% e, in ogni caso, non deve mai superare il 65%, meglio con temperature dai 20 ai 30 gradi. Oltre tale percentuale non si può incollare correttamente, ideali quindi, per effettuare riparazioni, sono le ore centrali di giornate soleggiate con brezza, cielo azzurro o, in alternativa, ambienti chiusi e perfettamente asciutti.
La colla più utilizzata per i gommoni a base di neoprene è il Neovulk-Gn con catalizzatore Desmodur RFE. Per i gommoni a base di PVC la colla e il catalizzatore migliori sono quelli prodotti dall’italiana Eurovinil e dalla francese Zodiac. Precisati questi dati generali, entriamo ora nel particolare.
a) Riparazione di un tessuto a base di neoprene. Procuratevi innanzitutto la colla idonea, un piccolo pennello, un normale cucchiaio da minestra, un contagocce, della carta abrasiva a grana molto grossa, un piccolo recipiente in vetro, del nastro adesivo da carrozzieri alto 15-20 mm., diluente nitro, alcool e la pezza da applicare, ovviamente dello stesso tessuto del vostro gommone.

  1. Il gommone deve essere sgonfio e la superficie da riparare collocata in piano.
  2. Ritagliate e sagomate a piacere la pezza da applicare.
  3. Appoggiate la pezza sul foro e delimitate con una biro i contorni.
  4. Con il nastro adesivo da carrozzieri incorniciate la sagoma disegnata seguendo scrupolosamente i contorni.
  5. Con la carta abrasiva carteggiate sia il tessuto del gommone che la pezza, naturalmente solo dal lato di contatto, fino a rendere le superfici molto ruvide ma avendo l’accortezza di non portare alla luce il tessuto in Trevira affogato tra le gomme.
  6. Fate la colla utilizzando il recipiente di vetro. Per ogni cucchiaio di colla si usano mediamente otto gocce di catalizzatore. Bisogna mescolare il tutto con cura fino a che compariranno miriade di bollicine a testimonianza della catalizzazione avvenuta. Da questo momento avete a disposizione circa 15-20 minuti per operare. Dovete pennellare accuratamente sia il gommone che la pezza, insistendo con particolare attenzione sui bordi. Passati due o tre minuti, quando la colla pare asciutta al tatto, ripetete l’operazione e così via per tre volte. Quando l’ultima delle tre mai di colla parrà asciutta al tatto, sia sul gommone che sulla pezza, mettete a contatto gradualmente le due superfici iniziando da un lato e comprimendo man mano le parti a contatto fino alla completa applicazione. Non devono TASSATIVAMENTE restare bolle d’aria e la pezza deve risultare perfettamente liscia. Usando quindi un oggetto liscio ed arrotondato, comprimete con forza il tutto con movimenti lineari onde favorire il perfetto contatto delle due superfici e l’espulsione di aria che sia rimasta intrappolata. Il tempo necessario per una completa essiccazione è di 10 – 12 ore, tenendo il battello all’ombra o al buio.
  7. Riparazione di un tessuto a base di PVC. A parte, naturalmente l’uso della colla specifica (sempre otto gocce di catalizzatore per ogni cucchiaio di colla) e di tessuto compatibile, l’unica differenza operativa da adottare è la seguente. Le superfici a contatto non devono essere carteggiate bensì accuratamente sgrassate usando alcool etilico. Il tempo di attesa prima di rigonfiare il battello poi, è doppio, di 24 ore.

Seguendo queste semplici norme voi potrete riparare e personalizzare la parte in tessuto del vostro battello a piacere, secondo le vostre particolari esigenze. Applicare rinforzi nei punti di sforzo e di maggiore logorio, anelli e maniglioni aggiuntivi, porta pagaie, logo personalizzati e altro diventerà un piacere e vi renderà, come sempre insisto, soggetti attivi e non solo semplici acquirenti.
Praticando lo spinning, inoltre, se ci si comporta con un minimo di attenzione, non si corre alcun rischio di forature. I tessuti dei gommoni sono molto più resistenti di quanto tanti pensano e, considerando i pro e i contro, i vantaggi sono decisamente superiori.

Ci sentiamo presto.

Francesco Venier