L'IMPORTANZA DELL'AUTOSTIMA




Certi affermano con sicurezza che, per pescare bene e con profitto, la tecnica sia tutto. Reputano, infatti, che il rispetto di regole canoniche comportamentali, da loro codificate, sia alla base del successo di una battuta di pesca. Altri dicono che con le giuste attrezzature e avendo notevoli disponibilità economiche per procurarsi le migliori, i risultati devono “obbligatoriamente arrivare”. Poi ci sono quelli che fanno solo una questione di “c…o”, di fortuna cioè. C’è chi ne ha molta e, pertanto, cattura e chi, essendo nato “sfigato”, accumula cappotti su cappotti. Per ultimi ci sono quelli che dicono le classiche frasi: “oggi non mangiano !” – “Pesco perché ho due ore da perdere!”
Poveri noi! C’è solo l’imbarazzo della scelta.!
Quanti pareri diversi, quanti atteggiamenti differenti di accostarsi al meraviglioso mondo della pesca. Spesso volte ho pensato a come dovrebbe essere il “pescatore perfetto”, quello che sa sempre cosa è meglio fare, come bisogna comportarsi, che non ha mai alcun dubbio, il vincente insomma!
Dopo tanti “pensamenti”, sono giunto alla convinzione che non esiste. Nessun uomo è un computer e nemmeno un “rambo” ma, a mio avviso, si può sempre diventare migliori, più maturi, più autocoscenti e meno soggetti a seguire sterili mode, spesso improduttive.
Ma, nel nostro campo (e anche in tanti altri, quasi in tutti), cosa vuol dire maturità? L’età anagrafica, forse? Il potere sul lavoro? La forza e la ricchezza? No, io penso proprio di no e, in questo articolo voglio esprimervi le mie idee al riguardo.
A volte, cari amici, specialmente se si è giovani, è bene fermarsi un po’ a pensare. Vedrete che anche l’aspetto psicologico è fondamentale nel nostro sport preferito.
Ordinando le idee, non per essere saccenti ma solo più chiari, io reputo che le caratteristiche che fanno di un pescatore un buon pescatore (un uomo o donna veramente maturi), siano molte: la passione, il positivismo, la costanza, l’osservazione, la tecnica, la pazienza, l’adattamento, tutte convoglianti nell’autostima.
La passione viene prima di tutto, è la molla del nostro essere e del nostro agire. Solo amando ciò che si fa si opera dando tutto dì noi e si è pronti ad affrontare qualsiasi difficoltà. Chi non ama, agisce sempre in maniera approssimativa e incostante, spesso inconcludente.
Il positivismo, il “pensare in positivo” o, meglio l’ottimismo, a volte, è tutto. Pensate che Cristoforo Colombo, se non fosse stato un incurabile ottimista, avrebbe scoperto l’America ?!. Chi considera, a priori, una meta troppo lontana e difficile da raggiungere, non arriverà quasi mai e, spesso, non partirà nemmeno. In America definiscono questa caratteristica col termine “volare alto” e questa frase dice tutto.
Il positivismo è adrenalina pura. E’ ciò che mi stimola ad insistere e a considerare ogni mia finalità degna di essere perseguita. Sono convinto, pertanto, che spesso un pessimista sia perdente in partenza. La costanza è una qualità indispensabile, è “la goccia che rompe la pietra”.
A pesca sperare di catturare un “mostro” alla prima uscita è, spesso, utopia. Solo provando e riprovando, con costanza, sondando acque diverse, utilizzando tecniche diverse, potremo sperare di realizzare il nostro sogno. Bisogna insistere, non essere rinunciatari, avere temperamento, provare e riprovare.
L’osservazione vuol dire conoscenza e apprendimento. Bisogna considerare e analizzare tutto ciò che ci circonda. Dai fondali delle nostre zone di pesca, al tipo e alla collocazione delle piante immerse e emerse, la specie, la misura e l’ubicazione del pesce “foraggio” e altro ancora. Poi, cosa importante, dobbiamo capire cosa accade in acqua.
Una cacciata con salti di alborelle come la inspiegabile e subitanea rarefazione delle stesse, vogliono dire che ci sono predatori in caccia. Strani movimenti delle canne del sottoriva testimoniano la presenza di carpe o altro, intente a grufolare.
Scie di bollicine in acqua devono attirare la nostra attenzione e metterci all’erta, pronti a ferrare. La pazienza è “la virtù dei forti”. Non solo forti, dico io, ma anche “veri” pescatori. Bisogna, infatti, saper attendere il momento giusto e, quando arriva, essere pronti a “cogliere l’attimo”.
L’impazienza porta all’approssimazione, all’imprecisione, all’errore nelle scelte operative e tattiche. Il tempismo, l’agire nel modo giusto e nel momento giusto è, per me, una delle “chiavi” più importanti per una positiva battuta di pesca. Essere tempisti non vuol dire essere frettolosi. Essere tempisti vuol dire avere il cervello che lavora “a tutta forza”. Armonizzare e coordinare in un attimo tutti i nostri sensi (vista, udito, tatto) al fine di individuare, capire e decidere come agire.
La tecnica, l’insieme delle nozioni razionali sui mezzi a disposizione e sull’uso degli stessi, e utilissima poiché ci fornisce gli strumenti giusti da usare.
Nell’ambito della pesca, nelle varie discipline, negli ultimi anni l’aspetto tecnico si è evoluto in modo incredibile.
Spinnofili, carpisti, trotisti e amanti della pesca in mare hanno oggi a disposizione “di tutto e di più”. Tutta questa infinita varietà di attrezzature consente ai pescatori di fare cose che, in passato, erano improponibili.
Dalla resistenza di canne e lenze, alla disponibilità di esche diverse, dall’abbigliamento più specializzato alle imbarcazioni più sofisticate, tutto è stato migliorato e ottimizzato.
Ricordatevi, però, che sono solo strumenti e che i “veri suonatori” siamo sempre noi!
Tutto quanto sopraddetto, come anticipavo nel titolo di questo servizio, converge nell’autostima. La fiducia, cioè, in noi stessi e nelle nostre capacità. E’ la qualità leader, quella che ci fa uomini maturi e consapevoli. Se non ci si stima a sufficienza, se si è rinunciatari, regnerà l’indecisione e questa ci porterà a perdere tempo e, spesso, a perdere l’occasione propizia.
Anche l’adattamento, ovvero l’elasticità mentale è, per me, una componente essenziale. L’adattamento è, infatti, sinonimo di evoluzione, un evolversi nel modo di ragionare e di comportarsi. Questa maturazione deve essere armonica, in sintonia con le variabili naturali e mai in contrasto con esse.
Tutto in natura ha un motivo d’essere, tutto in acqua rispetta leggi tanto logiche quanto ottimizzate.
Solo capendo i singoli rapporti di causa-effetto e adeguandoci a essi, potremo realmente inserirci in un mondo nuovo e agire nello stesso con “cognizione di causa”. Ecco, amici miei, ora che vi ho detto cosa penso, provate a meditarci sopra. Vedrete che tutti questi aspetti si adattano benissimo a tanti campi del nostro vivere. Non solo nella pesca, quindi, ma anche nel lavoro, nei rapporti umani, persino in politica.
Poi, a mio avviso, non si è mai veramente maturi, non si smette mai di conoscere e di apprendere. Nel mondo nulla è statico, tutto evolve velocemente e bisogna sempre “tenersi al passo”.
Vedete, carissimi, io non penso proprio di potermi definire una persona matura che si autostimi pienamente.
Ho le mie passioni dominanti, le mie contraddizioni e i miei dubbi.
Non sono sempre coerente con ciò che ho scritto, però, almeno ci provo!
E voi ? Posso darvi un consiglio? Se potete e volete, cercate di fare lo stesso! Vedrete che, poi, sia la pesca che la vita stessa andrà meglio.
Caramente.

Francesco Venier