DIPINGIAMO




E' arrivato il momento di provare a dipingere. Decidi quale dei tuoi artificiali vuoi utilizzare e quale dei miei studi vuoi imitare. Togli ancorette e anelli dal tuo minnow e, utilizzando le mollette di legno, posizionalo sul tuo tavolo da lavoro. E' bene, prima di tutto che tu lo dipinga di bianco, paletta esclusa. Quando la vernice bianca sarà asciutta, il giorno dopo, analizza, guardando il mio lavoro, quali sono i colori che dovrai utilizzare. Verifica anche quale tinta ho scelto per disegnare i tratti distintivi del pesce. Pennello in mano, il braccio appoggiato sul tavolo da lavoro, la luce ben posizionata, inizia a disegnare i tratti della bocca. Forma quindi il circolo dell'occhio nella giusta posizione e, facendo molta attenzione, inizia a disegnare i tratti del muso. Completato il disegno, posiziona il minnow sotto la lampada con funzione riscaldante ed attendi 10-15 minuti. Nel frattempo forma la tua tavolozza badando, come ti ho detto prima, a che le chiazze dei vari colori usati, per quanto possibile, non si mescolino tra di loro. Ricordati sempre di mantenere il tuo tavolo ordinato, di chiudere, subito dopo il prelievo, i barattolini di vernice, di avere a disposizione il vasetto con il diluente sintetico e un foglietto di carta igienica fondamentale per asciugare, quando serve, il pennello. Inizia ora a dipingere facendo sempre attenzione a rispettare i contorni, a non abbondare nel colore usato (che altrimenti trasborderebbe subito) e cercando di usare le tinte più simili a quelle che vuoi imitare.
Quando determinati effetti cromatici sono addebitabili a sovrapposizioni di tinte diverse, attendi sempre un po' prima di sovrapporre un colore sull'altro. Se le tinte sono troppo fresche, infatti, si amalgamano subito vanificando il risultato visivo che cerchi. Una limitata mescolanza tra i colori usati, però, non è dannosa ma, anzi, utile. Se i contorni dei colori si amalgamo e nel contempo le tinte base mantengono la loro identità, il risultato appare migliore, sfumato, più naturale e simile al vero. In certi casi, però, anche considerando esclusivamente i colori, chiazze, macchie, bande e altro, hanno contorni netti, decisi, estremamente in contrasto con i restanti cromatismi della linea del pesce. Utilizzando tinte matt, che asciugano molto presto, il controllo in itinere delle vernici risulterà più semplice. Il colore, infatti, mantiene la posizione, non tende a "correre" ed è più facilmente gestibile. Le tinte gloss, invece, richiedono la massima attenzione ma, se utilizzate correttamente, premiano subito il pittore permettendo di raggiungere degli effetti cromatici particolarmente belli e gratificanti. Anche volendo, è per me molto difficile riuscire ad insegnarti a mescolare opportunamente le tinte. Sono talmente tante le variabili dei rapporti causa-effetto nell'utilizzo simultaneo di tinte diverse che solo tanta tanta pratica può essere di effettivo aiuto. Ti assicuro, però, che non è un'impresa impossibile. Ci vuole tanta passione e perseveranza ma, col tempo, i risultati si vedono.
Prendiamo ora in considerazione l'occhio. Devi, prima di tutto, cercare di osservare con attenzione quali sono le tinte dei cerchi concentrici che formano l'organo. Adottando, poi, la tecnica di sovrapporre goccia a goccia, procedi dai cerchi inferiori sino alla pupilla nera. Con questo metodo l'occhio acquista spessore e, se ben eseguito, acquista vita. Se sistemerai la pupilla nera in posizione asimmetrica, inoltre, sarai in grado di far guardare il pesce in alto e in basso, a destra e a sinistra. Questa particolarità può sembrare, a prima vista, solo un vezzo. Così non è!Decorando un minnow affondante per renderlo simile a un pesce di fondo come lo scazzone, è chiaro il nostro finto, come in natura il pesce vero, deve lavorare sul fondo e guardare in alto. Considerando, poi, che l'occhio costituisce il bersaglio principale di ogni predatore, si intuisce subito l'importanza di un giusto posizionamento della pupilla. Per essere subito individuata, la pupilla nera deve essere messa in massima evidenza. Perchè questa macchia nera salti letteralmente "all'occhio", bisogna che lo strato sottostante sia di colore bianco brillante, giallo brillante o, all'occorrenza di altra tinta, purchè chiara e brillante.In certi casi, ad esempio per l'occhiata ed altri pesci di mare, uno o più strati componenti l'occhio vanno dipinti utilizzando tinte argentate. Questo tipo di colore risulta si meno evidente in zone d'ombra ma, in presenza del sole, brilla più delle tinte gloss. Si può constatare facilmente come questo tipo di colori "catturino" la luce e la riflettano con bagliori immediatamente distinguibili e attiranti l'attenzione. A questo punto della lavorazione, se tutto è andato bene, avrai disegnato e dipinto il muso e l'occhio del tuo minnow.
E' il caso, ora, di prendere in considerazione la parte più voluminosa del nostro artificiale, il corpo. Ogni corpo è composto dalla schiena o dorso, da due fianchi e dalla pancia. Anche la decorazione di questa parte dell'artificiale è della massima importanza e richiede studio ed applicazione. In primo luogo devi dipingere un primo strato prolungando su dorso, fianchi e pancia i colori caratterizzanti la testa. Il punto di unione tra testa e corpo deve avere caratteri di omogeneità e di continuità cromatica. Salvo in alcuni casi, nei quali effettivamente in natura così è, la testa non deve mai apparire come un elemento estraneo unito forzatamente al corpo ma come un parte del corpo stesso. Lavorando sempre su questo primo strato di colore del corpo, in certi casi, sarà utile far sì che il tutto risulti parzialmente argentato, dorato, ramato o altro. Come fare? Devi, innanzitutto, attendere che la vernice sia perfettamente essiccata. Volendo applicare uno strato di tinta argentata non coprente, soffuso, che fa intravedere i colori sottostanti, c'è un unico modo operativo. Sarebbe istintivo di miscelare la tinta argentata al bianco per renderla più chiara. Questo è un grave errore. Agendo così, il colore non si schiarisce, bensì vira, cambia, diviene un'altra tinta e, inoltre, acquista un maggiore effetto coprente inibente la visione dello strato sottostante. C'è, quindi, un unico modo da adottare per raggiungere l'effetto tanto desiderato: bisogna diluire molto la tinta argentata di turno utilizzando l'apposito diluente incolore della Humbroll. La tinta argentata va diluita al punto da avere la consistenza dell'acqua. Nella ciotola (la nostra tavolozza) i pigmenti del colore non devono formare un tutt'uno omogeneo ma devono essere singolarmente, o quasi, distinguibili in mezzo al diluente trasparente.
Prelevati col pennello, e applicati sul minnow, si disporranno in modo discontinuo e irregolare, lasciando trasparire, a volte più e a volte meno, lo strato sottostante. Questo tipo di argentatura darà il massimo effetto visivo in presenza di una fonte luminosa parziale, laterale, insomma in presenza di fasci luminosi. A questo proposito devi considerare che, in acqua, ove il nostro artificiale agirà, è quasi sempre così. La luce, quando arriva, è sempre presente sotto forma di raggi luminosi e, a parte vicino alla superficie, quasi mai diffusa. L'ambiente liquido è un mondo a sé, fatto di buio e di luce, di bagliori accesi e di penombre diffuse, un mondo magico ove gli abitanti, i pesci, nuotano in armonia con l'ambiente. Detto ciò, passiamo allo strato superiore: le squame. Le squame o, come uso dire, "l'effetto squama" si può raggiungere in due modi, uno suggestivo e uno reale. Nel primo caso useremo la tecnica della punteggiatura, nel secondo le parti cornee andranno fedelmente riprodotte. Ambo i metodi richiedono pratica ed applicazione per poter raggiungere un effetto ottimale. La punteggiatura delle squame, come dicevo, è pura suggestione. Questo metodo richiede di usare esclusivamente colori argentati, dorati, ecc,Vista da lontano, ogni squama si palesa sotto forma di brillio scaturente da ogni singolo punto di vernice. Il realismo della livrea non scaturisce dall'osservazione del particolare ma dalla visione globale del soggetto in esame. In questo caso la luce, più che il tratto, delimita e caratterizza le forme. Le gocce possono essere applicate sia in modo regolare che in maniera irregolare e discontinua. L'importante è che lo strato di colore sottostante non venga mai ricoperto del tutto e che la visione cromatica risulti armoniosa e concorde allo spirito del soggetto riprodotto.

"LA PLASTIFICAZIONE"
Questa ultima fase operativa ha una duplice funzione: quella di proteggere il minnow dagli agenti atmosferici e dall'azione deteriorante dell'acqua e dei corpi solidi, e quella di valorizzare al massimo, e di mettere in risalto quanto è stato fatto.Come sai, io ho adottato la vernice bicomponente KK1 della Elettra. E' un prodotto ottimo che soddisfa appieno le mie esigenze. Innanzitutto è un prodotto inerte, non provoca mutamenti chimici delle superfici da ricoprire, non solleva le vernici, sia sintetiche che nitro, è stendibile su ogni tipo di superficie sia rigida che morbida, e tanto altro ancora. Per applicare il KK1 bisogna rispettare poche ma fondamentali ed insindacabili regole. Il mancato rispetto delle stesse comporta il rischio di rovinare irreparabilmente o di imbruttire quanto fatto fino ad ora. Questa vernice bicomponente è fornita in siringa doppia. Catalizzando in percentuali del 50% dei due componenti, questo confezionamento è l'ideale poichè consente con immediatezza e con esattezza di rispettare le giuste dosi. Riempita circa metà della ciotola in dotazione, bisogna mescolare per 1-2 minuti, con metodo e scrupolo, la miscela sino alla comparsa di tante piccole bollicine testimonianti l'inizio della catalizzazione. Da questo momento in poi, abbiamo circa 10 minuti a disposizione per ricoprire perfettamente il minnow.
Il metodo migliore per applicare il plastificante è di usare un pennello del 3 o del 4. Per pulire il pennello, quando serve, utilizza il barattolo pieno di diluente nitro. Il plastificante va applicato con cura badando a ricoprire perfettamente tutta la superficie dell'artificiale. Usalo in abbondanza e non preoccuparti se lo vedi colare mentre pennelli. Ora è il momento di utilizzare la tavoletta di espanso. Infilzato nell'espanso uno stuzzicadenti, infilaci il minnow con l'anellino del muso. Sotto sistema un bel foglio di carta igienica. Passati circa 2 minuti, gira il minnow e appendilo per la coda. Attendi altri 2 minuti e poi ripeti l'operazione. Così per tre, quattro volte badando a prendere sempre l'artificiale solo per la paletta. Dopo un po, usando uno stuzzicadenti, facendolo passare attraverso, asporta l'eccesso di KK1 che avrà occluso gli anellini preposti all'attacco delle ancorette. A questo punto, solitamente, la vernice non "corre" più. Non cola ulteriormente e, pur non essendo per nulla del tutto catalizzata e agibile al tatto (non toccarla mai per nessun motivo!!), rimane ferma e inerte, bellissima alla vista ma ancora estremamente vulnerabile. E' forse il momento più critico. Né liquida, né solida, cattura tutto ciò che vi si appoggia. Insetti, peli, pulviscolo rimangono inevitabilmente invischiati, non devi però spaventarti troppo. Dopo anni di esperienze nell'uso di questo prodotto, ho imparato a conoscere appieno ed a sfruttarne tutte le caratteristiche anche dopo 20 minuti (non oltre), il bicomponente reagisce al riscaldamento. Per questo motivo, quando serve, utilizzando un comune phon per capelli, riscalda l'artificiale e il KK1 torna allo stato semiliquido per pochi secondi.
Poco tempo ma sufficiente per asportare le impurità che vi si erano invischiate. Raffreddandosi, poi, il bicomponente torna a distendersi uniformemente e a formare una pellicola regolare e brillante. I tempi di catalizzazione completa di questo prodotto sono relativamente lunghi, dipendono dalla temperatura dell'ambiente operativo e richiedono di essere tassativamente rispettati. A temperature ambientali di venti gradi, l'oggetto può essere toccato, meglio sfiorato, dopo 2-4 ore e la catalizzazione completa si ha in 10-12 ore. A temperature inferiori i tempi si allungano e possono raggiungere e superare le 12-14 ore. La lunga attesa, però, è giustificata dall'ottimo risultato che si riesce a raggiungere. Devi sapere che le vernici bicomponenti a lenta catalizzazione sono migliori delle altre per vari motivi: risultano più elastiche e resistenti agli urti, si distendono meglio e la pellicola risulta regolare ed uniforme, sono brillantissime, restano trasparenti e valorizzano al massimo l'oggetto ricoperto. Ora, cari amici, sta a voi! Volete provarci? Buon lavoro!!

Francesco Venier