LA DECORAZIONE DEI MINNOW




Cari amici,
questo lungo testo che è dedicato alla decorazione degli artificiali. E', per me, una attività gratificante che tutti voi, se vorrete, potrete, con poca spesa, iniziare a fare.
Per quanto posso, vi do alcuni consigli operativi sperando, come sempre, di farvi cosa gradita e utile.
Ciao a tutti! Francesco Venier

"PREPARIAMO IL TAVOLO DA LAVORO"
La razionale preparazione del nostro tavolo da lavoro e la corretta disposizione sullo stesso, di quanto utilizzeremo è condizione fondamentale per poter operare nel modo migliore. Ti prego, non pensare che io sia un maniaco! Tutto ciò che ti sto dicendo è frutto di migliaia di ore di pratica e, alla fine, costituisce la massima razionalizzazione comportamentale di un processo operativo lungo ed impegnativo.E' pur vero che stiamo giocando ma ogni bel gioco è veramente tale solo seguendone le regole. Prova, per un attimo, ad immaginare un tavolo da lavoro disordinato: vasetti di vernice aperti senza motivo, coperchi sporchi disposti alla rinfusa, pennelli sporchi, avanzi di plastificante qua e là, non sapere dove appoggiare gli oggetti nelle fasi intermedie della lavorazione, non avere a disposizione i diluenti necessari, poca illuminazione, le mani sporche e altro ancora.
Come puoi pretendere che da un caos simile scaturisca un qualcosa di buono?
Ti dico tutto ciò perchè so perfettamente come vanno queste cose. Anch'io in passato ho commesso questi stessi errori. Quando l'entusiasmo è tanto e la voglia di iniziare subito a lavorare è altrettanto grande, ci si fa spesso prendere da una frenesia comportamentale. Si pretende di raggiungere lo scopo nel minor tempo possibile trascurando ogni regola, anche la più semplice e logica, convinti di sapere già tutto e di poter fare di tutto. Ho torto? Non è forse così? Ma torniamo, ora, al nostro tavolo ancora vuoto. La cosa migliore sarebbe che tu disponessi di un tavolino da adibire perpetuamente (perlomeno fino a lavori terminati o a voglia passata) allo scopo. Anche un piccolo tavolo va bene purché ci consenta di star seduti comodamente e non sia traballante. Sul lato corto, alla tua destra, fisserai la piccola morsa. Questo morsetto ti consentirà di poter sistemare in verticale un pannello di espanso di cm.30x50. Ottimo sarebbe che tu fissassi preventivamente l'espanso su una tavoletta di compensato di pari dimensioni. Ciò ti consentirà di poter infilzare nell'espanso gli stuzzicadenti di sostegno senza correre il rischio di rompere il pannello. Sempre sul lato destro, vicino al pannello, fisserai al tavolo la prima delle due lampade da tavolo a stelo piegabile. Questo tipo di lampade (da architetti) è ottimo poiché consente di variare il fascio luminoso a seconda delle esigenze e, così, di avere sempre una perfetta illuminazione priva di fastidiose zone d'ombra. Vicino alla lampada e alla tavoletta sistemeremo inoltre: due vasetti di vetro contenenti diluente sintetico e diluente nitro, un contenitore ove sistemare i pennelli e le tavolozze. Il problema di utilizzare la tavolozza più consona mi ha richiesto, prima di essere risolto, vari tentativi. Ho provato di tutto: contenitori di plastica, contenitori di vetro, tavolette di formica, di legno ed altro ancora. La tavolozza ideale doveva avere la giusta misura, doveva essere facilmente pulibile e gestibile. Alla fine, ho trovato la soluzione ottimale utilizzando dei coperchietti per vasi di sottaceti e della pellicola di alluminio Domopak.
I coperchi vanno ricoperti con un foglietto di pellicola badando a non rompere la stessa. Questa soluzione consente di sostituire in un attimo i colori non più utilizzabili sostituendo la parte in alluminio. In questo modo non si sporca nulla e l'operazione è immediata. Sul lato sinistro del tavolo andrà fissata la seconda lampada a stelo mobile. Questa lampada non avrà solo la funzione di illuminare ma quella di elemento riscaldante. Durante le fasi della lavorazione si manifesta spesso la necessità di accelerare l'essiccazione della vernice.Per questo scopo, il calore di un lampadina da 100, disposta a 10 cm. di distanza dall'oggetto da riscaldare, è l'ideale. Questa fonte di calore, non è mai eccessiva e porta l'oggetto in temperatura in modo graduale e controllabile. Sempre sul lato sinistro andranno sistemati i vasetti di vernice opportunamente ordinati su un vassoio. Davanti a noi il disegno, la foto o il modello da cui trarre ispirazione e l'artificiale da decorare. Anche il problema di sistemare l'artificiale da dipingere è stato da me risolto solo dopo vari tentativi. Il modo migliore consiste nell'utilizzare delle mollette di legno per biancheria. Una fissata di lato sulla paletta del minnow e l'altra fissata sulla prima a formare angolo retto o quasi. La coda del minnow andrà appoggiata su uno dei vasetti di vernice. In questo modo il nostro artificiale sarà disposto a 5-6 cm. dal piano di appoggio consentendoci, all'occorrenza, di poter dipingere tenendo il braccio appoggiato al tavolo. Quando si dipingono delle miniature, la mano deve essere sempre ferma. Si agisce, infatti, in spazi minimi ed ogni tremolio della mano, amplificato dal pennello, provoca effetti indesiderati.

"PRELIMINARI"
Ora che tutto è pronto, immagino la tua impazienza di prendere il pennello in mano, di aprire i barattolini di vernice e di iniziare a dipingere. Se tu sai dipingere e se hai un'effettiva padronanza della materia, fallo pure! Io, di certo, non pretendo di insegnarti ciò che già sai. Ma, se non hai pratica di pittura, ti invito a seguire queste mie indicazioni. Innanzitutto bisogna considerare quali sono i fattori distintivi di ogni singola specie di pesci. Non dico con questo che sia necessario per i nostri scopi di considerare il numero esatto delle spine, delle squame o altro. Ci sono, però, delle caratteristiche che sono elementi fondamentali atti a distinguere una specie dall'altra.

  1. La forma della bocca
  2. la forma dell'occhio
  3. la forma delle pinne
  4. i contorni delle branchie e dei tratti del "viso"
  5. la dimensione della bocca e degli occhi
  6. la distanza dell'occhio dalla bocca
  7. il posizionamento in verticale dell'occhio
  8. il posizionamento e le dimensioni delle pinne
  9. la forma e le dimensioni delle squame
  10. la linea laterale
  11. elementi distintivi vari: macchie, linee, striature, maculature, ecc. di ogni tipo
  12. il colore

Prendi carta e matita e prova a disegnare la siluette di un pesce. Disegna una bocca aperta, anche schematica e generica. Disegna ora un piccolo cerchio (l'occhio) molto vicino alla bocca e a poca distanza dalla "punta" del muso. Noterai che, pensando a un pesce, ti verrà subito in mente un salmonide (una trota, un salmerino, ecc.).
Prova a disegnare, adesso, l'occhio a maggiore distanza dalla bocca (su una siluette lunga 10 cm., a 3 cm. dalla bocca) e posizionato più in alto sulla verticale. Vedrai che ti verrà in mente una tinca, un barbo, un gobione o altro. Facendo degli altri esempi: un occhio molto grande, quasi sproporzionato, a fine bocca, ci rammenterà una occhiata e uno molto piccolo e distante ci ricorderanno un pesce gatto o un bottatrice. Tutto ciò solo considerando la posizione dell'occhio!
Pensando che questa non è che una delle tante variabili da prendere in esame, dovrai esercitarti innanzitutto ad estrapolare i tratti schematici fondamentali distintivi di ogni singola specie. Perseverando a provare e avendo a disposizione dei buoni soggetti da studiare, la cosa non è per nulla difficile. E' chiaro che ci vuole applicazione e pratica ma, col tempo, diviene istintivo e naturale. Lo spirito d'osservazione, benché intrinseco in ognuno di noi a diversi livelli, è una delle caratteristiche umane che si acuiscono con l'allenamento.
Pensa, per esempio, ai vigili urbani che distinguono in un lampo forma, tipo e numero di targa di una vettura che sfreccia davanti a loro! Carta e matita alla mano, quindi, prova e riprova a disegnare vari tipi di bocche, di occhi, di pinne, di branchie, di squame ed altro. Cerca, poi, di inserire quelli che ti sembrano i caratteri distintivi di un determinato pesce in una siluette schematica. Perché dico una siluette schematica?Dobbiamo ricordarci che i nostri artificiali da decorare hanno quasi sempre forme schematiche ed approssimative. Un po' più tozzi, un po' più snelli, ma sempre approssimativi. Sta' a noi il creare, col disegno e i colori, proporzioni e linee istintive del pesce che vogliamo imitare. E' un po' come se scolpissimo con il pennello, un'esperienza molto gratificante. La capacità del disegno e dei cromatismi nell'influenzare ciò che noi vediamo è incredibile. Col disegno è persino possibile far apparire ciò che non è!Prova a disegnare quattro cerchi uguali, magari seguendo i contorni di uno stesso coperchio rotondo. Sono tondi e sono eguali! Ora, sul primo, esegui una serie di linee orizzontali e sul secondo disegna una serie di linee verticali. Dipingi, col pennarello, il terzo cerchio di nero e lascia il quarto ed ultimo bianco. Guardali! Noi sappiamo che sono eguali, ma sembrano diversi: uno largo, uno stretto, uno piccolo e uno grande. Non è vero? Lo stesso fenomeno visivo, la stessa suggestione, si verifica sul nostro minnow se opportunamente disegnato e dipinto.

Francesco Venier