QUESTO E' LA PESCA




Questo scritto non è diretto tanto a coloro che, come me, amano già il mondo della pesca ma in particolar modo ai pescatori occasionali e a tutte le persone che non la conoscono. A mio avviso il pescare non è solamente il “catturare dei pesci”, la sua valenza è molto maggiore e spazia in differenti sfere d’azione toccando tanti diversi aspetti della nostra vita. Voglio elencare, innanzi tutto, quelle che io considero le principali sfere d’influenza dell’attività alieutica:
  1. ecologia
  2. socialità
  3. problemi generazionali
  4. terza età
  5. handicap
  6. salute
  7. tempo libero
  8. apprendimento
  9. raziocinio
  10. felicità

PESCA COME ECOLOGIA.
Andando a pescare non bisogna considerare la cattura come il fine unico. La cattura del pesce è solo un pretesto o, meglio, un rituale che ci consente di vivere secondo natura e nella natura. Non più computer, auto, cemento, orologi ma solo verde, acqua e cielo come era per gli uomini di mille anni fa. La natura come regina e noi come le piante, i mammiferi e i pesci: elementi di un ecosistema. Non estranei invadenti ma attori partecipi di un mondo che ancora sopravvive, nonostante tutto. Un universo tendenzialmente al di fuori della umana follia, ove riscoprire i veri valori universali. Un mondo da conservare e da amare, da tramandare ai nostri figli.

PESCA COME SOCIALITA’
Parrebbe un paradosso ma, in mezzo alla folla, spesso si è soli mentre, in riva all’acqua, ciò non accade quasi mai. Il rapporto, poi, tra persona e persona è diretto, dimentico di qualsiasi rivalità e, quasi sempre, positivo. Ci si chiama per nome, non conta il grado o il ruolo sociale e ci si sente parte di un tutt’uno. Pescatori, solo pescatori: con il sorriso sulle labbra, la stretta di mano pronta e la voglia di parlare e di stare insieme. E, cosa per me più importante, con la voglia di ascoltare chi ci sta di fronte. Ascoltare è tutto: vuol dire conoscere, aiuta a ragionare e stimola a rispondere. Tutto ciò aiuta a dialogare!

PESCA COME COLLEGAMENTO FRA GENERAZIONI
Oggi la vita corre, pochi anni di differenza e cambia tutto: usi, costumi, tendenze, modo di ragionare e di reagire agli stimoli esterni. Così il divario generazionale si accorcia sempre di più. Un padre, anche se giovane, fatica a comunicare con il figlio adolescente e, spesso, il dialogo è minato da una quasi totale incomprensione reciproca. Con l’incomprensione crescono i pregiudizi e le rivalità, la vita diviene a volte tanto sgradevole quanto difficile. Io sono convinto che una passione in comune, in un ambiente naturale (e, pertanto, non datato) sia la “pietra filosofale” capace di risolvere positivamente il problema. Quando incontro in riva all’acqua un padre con suo figlio noto sempre che regnano l’armonia e la serenità. E’ per questo che sono convinto che, più della psicologia, una passione in comune come il pescare sia capace di riunire tanti padri con i loro figli. In riva ad un fiume i rapporti non risentono né di problemi di lavoro né di studio, non contano le mode e le tendenze in genere, conta solo il rapporto con l’uomo e con la natura che ci circonda. Di fronte all’acqua siamo tutti uguali, ripartiamo tutti da zero. Non ci sono padri, figli o nonni e se c’è una maternità che conta è solo quella di “madre natura”. Ecco perché possiamo dialogare meglio.

PESCA COME RIMEDIO PER NON INVECCHIARE
Con il passare degli anni spesso le persone si impigriscono, perdono interesse per ciò che le circonda e dimenticano “il bambino” che ancora vive in loro. E’ tendenza comune quella di rinchiudersi nel proprio guscio, quella di vivere solo di ricordi e, spesso, quella di rinunciare a nuove esperienze: “Sono vecchio! Sono cose da giovani!” sono frasi frequenti sulla bocca degli anziani. Così, unitamente alla inevitabile vecchiaia anagrafica, si aggiunge la “vera” vecchiaia, quella psicologica. E’ pur vero che certi hobby come lo sci, il motociclismo e altro sono sconsigliati alle persone di una certa età, ma la pesca proprio no! Un’attività salutare, che si esercita nel verde e respirando aria pulita non può fare che bene. Anche il movimento richiesto, non necessariamente frenetico, aiuta a sentirsi meglio. Come ho già detto, poi, l’età passa in secondo piano e, se viene presa in considerazione, nella pesca riacquista l’antico valore: diviene nuovamente sinonimo di esperienza. Gli anziani riguadagnano la considerazione dei giovani e possono così assolvere il loro ruolo di tramite tra passato e presente. Le persone mature, quindi, non si sentono più sole ed escluse ma nuovamente partecipi e parti di un tutto.

PESCA COME VITTORIA SULL’HANDICAP
Se la terza età è, a volte, difficile da gestire, l’handicap richiede una forza d’animo notevolissima per superare le logiche difficoltà della vita. Tutti i problemi, anche quelli piccoli per chi è sano, divengono vere montagne per i portatori di handicap. Anche in questo caso, per me, la pesca aiuta molto. Non dico con ciò che, andando a pescare, la menomazione scompaia, non si riacquista l’autosufficienza perduta né tanto meno si guarisce ma, credetemi, si vive meglio. Innanzi tutto, come in altri casi, si esce dal guscio. Si riacquista poi, cosa importantissima, l’interesse per una attività fisica tanto salutare quanto gratificante. Ognuno agirà secondo le proprie possibilità, in rispetto ai propri limiti ma, alla fine, egualmente agirà. E’ scontato che, senza le gambe, non si fa spinning in torrente ma, con volontà e capacità, si può senza dubbio gareggiare al pesce bianco. Atteggiamenti, inoltre, che in ambienti urbani possono apparire come aiuti compassionevoli, in riva al fiume sono solo aiuti. Il menomato che pesca non viene più considerato come una persona da compatire ma come un individuo da ammirare, se possibile più forte degli altri. Contano solo il carattere e la voglia di vivere e non il numero di gambe e braccia disponibili.

PESCA COME BENESSERE E SALUTE
Che la pesca faccia bene alla salute è scontato. Visto l’ambiente operativo, il fisico non può che trarne giovamento. Movimento, ossigenazione e concentrazione sono alla base di un buon equilibrio psicofisico. Ma, a mio avviso, c’è di più. Pescare aiuta a guarire da stress, ipertensione, insonnia, problemi dell’apparato digerente e, se esercitata opportunamente ( cosa che può apparire paradossale) questa attività aiuta a lenire anche tanti casi di artriti e dolori fisici in genere. Stress e ipertensione sono i frutti più scontati dell’attuale modo di vivere. Analizzando ciò che solitamente facciamo nell’arco della giornata è difficile trovare un qualcosa che faccia bene o, meglio, che non faccia male. Dall’automobile all’alimentazione frettolosa, dai tempi di lavoro frenetici al poco sonno, dagli ambienti inospitali e rumorosi alle preoccupazioni, tutto complotta contro di noi. E con lo stress arriva l’insonnia e, poi, abbinati alla frenesia operativa e alle preoccupazioni arrivano gastrite e malanni vari. Il poco movimento, inoltre, e le posture innaturali mantenute per ore e ore favoriscono l’insorgere di forme reumatiche. Cosa c’è di meglio della pesca per risolvere tutto ciò? Ambienti naturali, aria pulita, movimento e divertimento sono la giusta soluzione!

PESCA COME SOLUZIONE AL TEMPO LIBERO
E’ un problema di tanti. La vita media, fortunatamente, aumenta, le ore lavorative tendono a diminuire e cresce il tempo a nostra disposizione, anche se non per tutti. Molte persone, però, non sanno trarne giovamento e considerano la TV e la schedina come gli unici passatempi. In questo caso siamo proprio noi a limitarci e a perdere occasioni. La TV, il bar, la poltrona di casa sono spesso tempo perso, non di sicuro la pesca. E’ una attività che, volendo, costa poco, diverte e ha tutte le positive caratteristiche sopra descritte.

PESCA COME APPRENDIMENTO
Io sono convinto che la natura sia una fonte inesauribile di vero apprendimento. Conoscere le sue componenti (flora, fauna e morfologie ambientali) e le sue leggi è fondamentale per tutti noi. Dobbiamo sempre rammentare che, prima di tutto, siamo esseri umani e non macchine. Le leggi naturali sono alla base di tutto, sono fonte di nutrimento e di equilibrio, sono l’aria stessa che respiriamo. E’ così che, se non ci sforziamo di capire e di preservare ciò che è naturale, rischiamo davvero grosso. Alimentazione, inquinamento ed effetto serra non sono che alcuni dei problemi da risolvere in tempi brevi. Solo da una corretta conoscenza delle leggi naturali e dal rispetto delle stesse si può sperare di trarre la soluzione dei problemi che ci affliggono.

PESCA COME RAZIOCINIO
Al giorno d’oggi la funzione dell’uomo, nel rapporto tra un problema e la sua soluzione, è drasticamente cambiata rispetto al passato. Nei tempi andati si cercava di trovare ogni risposta usando solo il cervello. Ora la suddetta è spesso pertinenza esclusiva delle macchine e l’uomo è unicamente fonte di informazioni e di parametri operativi. Gli esseri umani non sono più, così, arbitri della situazione ma solo parti di un processo artificioso, del tutto dipendenti dalle macchine. In città la cosa funziona bene ma, in mezzo alla natura, molto meno. Alla lunga, inoltre, per come la vedo io, il delegare alle macchina l’analisi di dati e il considerare i risultati come “leggi dogmatiche” porta a snaturare completamente il nostro status. Anche in questo caso la pesca crea un caso a parte, utilissimo ad allenare l’intelletto. Quando si pesca si può fare affidamento solo sul proprio cervello. La variabilità delle causali è tale da inibire qualsiasi regola artificiale precostituita. Andando a pescare dobbiamo per forza ragionare noi per analizzare, di volta in volta, i singoli rapporti di causa-effetto alla ricerca della positiva soluzione. In questo caso la duttilità e la fantasia del modo di pensare è prettamente umana, non peculiarità delle macchine.

PESCA COME FONTE DI FELICITA’
Pesca è felicità allo stato puro. Vivere in accordo con la natura, riscoprire la nostra “animalità”e lasciare emergere il “bambino” che è in noi è felicità. Respirare l’aria tersa e pura del primo mattino è felicità. Assaporare la suggestione dei silenzi e dei rumori naturali è felicità. Assistere ad un tramonto infuocato e a un’alba dai colori pastello è felicità. Sentirsi visceralmente vivi e parte di un tutto è felicità.

Francesco Venier