PARLIAMO DI ECOLOGIA




Forse mai come oggi l’argomento “ecologia” è da ritenersi attuale. Tutti ne parlano, con maggiore o minore competenza, con maggiore o minore parzialità. Molti con effettiva obiettività e altri strumentalizzando l’argomento per fini propri. Ma quanti sanno di cosa parlano?
Tutti fanno considerazioni soggettive e, quindi, anche io, faccio le mie.
Sicuramente alcuni di voi non condivideranno le mie idee ma, come spesso dico, la diversità di opinioni è utile alla costruttività di ogni discussione.
Bene, io sono, convinto che tutto ciò che concerne l’ecologia, tutti i rapporti di causa-effetto tra ambiente, flora e fauna siano così caratterizzati:

  1. Ogni cosa è in costante evoluzione.
  2. Il concetto di equilibrio naturale non è statico ma in continua mutazione.
  3. Tutto, anche ciò che ancora non sappiamo, è oggettivo, razionale e consequenziale.
  4. L'elemento "uomo" non è fattore dominante ma una turbativa, dotato come è di autodeterminazione.

Sì, l’autodeterminazione, la cosiddetta intelligenza, è, a mio avviso, il nostro maggiore problema. Se ben indirizzata, infatti, la volontà umana potrebbe essere fonte di notevoli vantaggi sia per noi che per l’ambiente. Ma dal momento che spesso ciò non accade, quando gli aspetti più deteriori della nostra indole prendono il sopravvento, i problemi ecologici aumentano a dismisura e rischiano di divenire irrisolvibili.
Quasi ogni uomo pensa di essere “al centro dell’Universo”, agisce singolarmente, è convinto di poter favorire i propri interessi agendo e pensando in modo autonomo e spesso disarmonico con ciò che lo circonda.
In modo del tutto irrazionale non si considerano mai gli effetti di ciò che si fa, tranne quelli legati ad un nostro immediato benessere. Tutto ciò fa sì che il genere umano, l’homo sapiens, agisca persino contro l’istinto di sopravvivenza.
Spesso mi soffermo a considerare che il dono dell’intelligenza è stato dato all’animale sbagliato, quello maggiormente incapace di sfruttarlo al meglio.
Viviamo protetti da un sottilissimo strato atmosferico e facciamo di tutto per privarcene. Sfruttiamo le risorse mondiali come se fossero inesauribili, senza curarci di ricercare soluzioni diverse che ci possano garantire un futuro.
Spendiamo quasi il 20% dei nostri bilanci in armamenti senza considerare che il vero “nemico” si cela in ognuno di noi.
Fraintendiamo la vera essenza dell’etica e della religiosità costruendoci una morale su misura. In parole povere, agiamo da stupidi.
Come dicevo, io sono convinto che in natura tutto sia razionale, consequenziale e ottimizzato al massimo. E’ un equilibrio perfetto, una costante evoluzione mirata ad un unico fine: il preservare la vita.
Anche noi quindi, come genere umano, dobbiamo agire in sintonia con il resto degli esseri viventi se vogliamo avere un futuro.
Con questo non voglio dire che il nostro modo di ragionare deve essere esclusivamente conservatore e “bigotto”. Dobbiamo, infatti, individuare le oggettive peculiarità della nostra specie modificando, così, l’habitat in modo razionale e finalizzato alla nostra inevitabile espansione.
Come affermavo, la razza umana è una “turbativa” anomala all’interno dell’ecosistema. In contrasto alle basilari legge naturali mirate a selezionare i più forti e i più adattabili e a limitare forme incontrollate di prolificazione, il nostro modo di pensare, la nostra etica e la nostra innata e onnipresente religiosità concorrono a farci assumere dei modi comportamentali che, se non integrati da un uso costruttivo e innovativo dell’intelletto, possono avere conseguenze dannose e incontrollabili.
L’aumento demografico e il costante innalzamento delle aspettative di vita pongono a tutti noi, ad esempio, dei problemi da risolvere con obiettività e lungimiranza. Il nostro mondo ci fornisce uno spazio vitale limitato e difficilmente difendibile e preservabile anche agendo correttamente.
E’ per me logico, quindi, che vi siano solo due soluzioni obbligate:

  1. Un nostro immediato adeguamento alle risorse disponibili curando di prolungarne al massimo la fruibilità.
  2. L'espansione verso l'esterno, verso altri mondi da colonizzare.

Dal momento, però, che l’incremento demografico e lo sfruttamento delle risorse aumentano in modo esponenziale e inversamente proporzionale al progresso scientifico, è chiaro come oggi il punto uno, la preservazione dell’ambiente, sia un imperativo imprescindibile.
Purtroppo, a mio avviso, mentre molti, con atteggiamento inconsapevole e suicida, ignorano volutamente il problema, altri disperdono le proprie energie difendendo aspetti particolari, spesso poco rilevanti in un contesto generale.
Ecco, questo è, per me, il vero problema concernente un obiettivo spirito ecologico.
Bisogna saper evidenziare le priorità. Dobbiamo saper estrapolare i fattori realmente utili alla preservazione della vita nel suo significato più globale. L’atmosfera, prima di tutto, e le risorse idriche oltre che un rapporto equilibrato tra flora e territorio.
Oggi gli uomini agiscono in modo irrazionale favorendo l’indebolimento del protettivo strato d’ozono, l’innalzamento della temperatura media del pianeta e la desertificazione è un comportamento, come dicevo, suicida, del tutto anomalo e decisamente stupido. Cari amici, non è mia intenzione, con questo mio crudo realismo, di incrementare un atteggiamento pessimista e rinunciatario. Se ho “sfiorato” questo argomento è perché lo reputo importantissimo e degno della massima attenzione.
Quando affermo che il genere umano è spesso sciocco non parlo degli uomini nella loro globalità ma di quelli che dovrebbero comandare con accortezza e lungimiranza.
Ricordatevi, pertanto, che questi leader non sono al potere per volontà divina e che sta a tutti noi l’obbligo di indirizzarne le azioni, di condizionarne le decisioni e di far sì che gli interessi generali prevalgano su quelli particolari.

Francesco Venier